Il mio terrazzo

La mia surfinia

Sono tornata!

Matrimonio, viaggio di nozze,  sistemazione della casa per non parlare del lavoro: orari stravolti e turni massacranti, mi hanno tenuta impegnata.

Ma finalmente adesso è tutto in ordine, si torna alla solita routine…

Eppure c’è qualcosa di nuovo, voglia di pollice verde. Il mio stretto e lungo terrazzo mi consente nei momenti di relax ad occuparmi di qualcosa. Non immaginavo che mi potessi dedicare alla cura delle piante. Sono troppo impaziente eppure ogni sera controllo i miei fiori e mi accorgo di quel nuovo bocciolo o della nuova fogliolina che lenta si schiude.

Ho incominciato con quel rinsecchito pothos che ormai da anni stentava a crescenel pianerottolo.

Ne ho fatte tante piantine, ma il ponthius si sa, va tenuto in casa… così sto organizzando per questa pianta un ambiente favorevole in cucina, una l’ho lasciata in bagno, magari lo rallegra un pò.

I miei gerani purtroppo non vogliono crescere… Ma io non mi arrendo, anche perchè ho notato una nuova piantina che da qualche giorno, sta facedo capolino aggrappata a quel ramo secco che avevo  potato un pò di tempo fa.

Per non parlare delle surfinie con quei fiori bianchi e viola che rallegrano la vista.

Certo il caldo qui si fa sentire ed anche loro soffrono, 40 gradi all’ombra sono troppi tanti, ma la sera un pò d’acqua le rigenera e mi rendono felice.

Il mio Sean, Kira ed il mio terrazzo mi riempiono la vita. Basta poco, anche se a volte penso che presto andremo in Irlanda a costruire il nostro futuro, e tutto questo mi mancherà.

La villa del casale

Nel giro turistico della Sicilia che, Sean e me , stiamo facendo ad intermittenza, non poteva mancare la visita ai mosaici della Villa del Casale a Piazza Armerina in provincia di Enna.
Partenza da Catania e finalmente dopo quasi due ore giungiamo in loco.
Prima di parcheggiare occorre pagare “pegno”, fortunatamente chiedono solo un euro, ma mi chiedo: questo euro va dritto nelle tasche del parcheggiatore, del comune o in quelle dei Beni culturali?
Poi lungo la strada che percorriamo a piedi notiamo gli stand dei commercianti di souvenir chiusi. Che strano, è possibile che siano tutti in ferie?
Avvicinandoci ancora un po’ notiamo un foglio in ciascuno degli stand: “Chiuso per sequestro giudiziario”.
Cosa sarà successo?
Scendiamo i pochi scalini che ci conducono all’ingresso ed abbiamo una visione inaspettata:
un tavolino, un ombrellone e molti uomini incatenati in cerchio. Di fronte un medico che misura la pressione ad una donna, è una giornata molto calda per manifestare sotto il sole cocente. Perchè manifestate, chiedo. Una donna mi risponde che sono i commercianti ai quali sono stati chiusi gli stand dalla Sopraintendenza ai Beni Culturali di Enna, per permettere i lavori di restauro della Villa. Anche se, aggiunge, che da quando sono iniziati i lavori, non si è visto, lungo la SP90, un mezzo pesante.
Ma certamente, un turista, magari straniero, che si appresta ad entrare nella “Villa” non ha una buona impressione. Chissà cosa pensa…
Proprio perchè in questo momento si sta cercando di rilanciare uno dei patrimoni inestimabili dell’umanità, si potrebbe giungere ad un accordo favorevole per entrambe le parti.
La Sicilia non riesce ancora a rilanciare efficacemente i patrimoni culturali e turistici che possiede, perchè lo stavamo perdendo, i mosaici stavano andando in frantumi.
Il turismo, e tutto ciò che vi ruota intorno, deve essere un obiettivo che i nostri amministratori comunali provinciali e regionali dovrebbero prefissarsi e raggiungere. Perchè se non l’hanno ancora capito è l’unico modo per far crescere l’economia siciliana e vedere finalmente dimezzati gli alti livelli di disoccupazione.
Quello che stanno facendo adesso con la Villa del Casale è un buon inizio. Percorrendo le passerelle puoi vedere all’opera i ragazzi e le ragazze che lavorano duramente per restaurare quei fantastici mosaici. Qualcosa in Sicilia si muove.Era ora!

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