Senza rispetto!

Qualche tempo fa, precisamente con l’inizio della prima urgenza spazzatura a Napoli, guardando la mia città mi sono resa conto che Palermo non è così diversa da Napoli. Dallo scempio che vedevo intorno tra foto, video e realtà mi sono convinta ad iniziare la raccolta differenziata. In meno di 4 mesi ci siamo riusciti nella nostra piccola casa di meno di 30 metri quadrati ed un piccolissimo balcone, riusciamo a separare plastica, carta e cartone dal resto.  Non occorre quindi molto spazio occorre solo un pizzico di buonsenso, e rispetto per la ” Res Pubblica”. Termine che oggi non ha più valore, ha perso del suo intrinseco significato. Ovviamente parlo dal mio punto di vista e mi riferisco alla mia piccola realtà.  A cominciare dai parcheggi selvaggi, dai parcheggiatori abusivi ancora più selvaggi, dal passare col rosso, dal guidare senza patente nè documenti o dal superare dalla corsia di emergenza, fatto questo che mi indigna all’inverosimile.

A volte però mi sembra che il nostro piccolo sacrificio di non avere magari il balcone perfettamente in ordine, non serve a nulla, soprattutto quando vedo nelle vicinanze di casa frigoriferi, lavatrici, divani  lasciati sul ciglio della strada perchè forse quel maleducato ha preferito lasciare per strada quel vecchio ed ingombrante divano  per far spazio, nella sua casa ordinata e pulita, ad uno nuovo e non aveva il tempo di telefonare al call center AMIA 800 23 77 13  che si occupa di ritirare i rifiuti ingombranti come mobili, armadi, tavoli ecc.

Purtroppo così è si sta degenerando ogni giorno di più e non si fa nulla per migliorare. Che tristezza!!!!

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Rifiuti, che fare…

Ebbene stamattina ho deciso, al via nel mio piccolo la raccolta differenziata.
Si perchè ieri sera nell’aria c’era qualcosa di strano, una nebbiolina ed una foschia che non capivo.
Sarà la troppa umidità o forse il solito vento africano… No, stamattina ho avuto la risposta: NUOVA NOTTE DI INCENDI A PALERMO, 40 INTERVENTI. Ad incendiare,non per autocombustione, sono loro i cassonetti per l’immondizia e le campane per la raccolta differenziata. La situazione in città è grave, lo dimostrano le foto scattate e pubblicate su “Palermo Come Napoli??!!”
Certo non sarò io con la mia decisione a migliorare il problema dei rifiuti a Palermo ma tutte le grandi guerre sono fatte da piccole battaglie.
Ho cercato, per iniziare, di avere maggiori informazioni su come fare la raccolta differenziata e su internet si trovano molte informazioni utili uno tra tutti WWF Gruppo Attivo Roma XI .

Poi visto che su tutti i siti si demandava ai comuni di appartenenza per maggiori informazioni, ho visitato il sito del Comune di Palermo che oltre a non essere di facile e chiara navigazione non affronta neanche l’argomento nella sua homepage. Ma perchè i siti istituzionali di Palermo sono di così difficile navigazione, vogliamo cercare di rendere questi siti più navigabili?

Proviamo allora con l’Amia, Azienda Municipalizzata Igiene Ambientale di Palermo, e finalmente lo trovo, lo schema con le spiegazioni generali su come fare la raccolta differenziata nella mia città d’adozione. Sapere come si fa è importante, bisogna separare bene altrimenti non serve a nulla.

Quello che mi propongo è iniziare dal piccolo: plastica, vetro e lattine, carta, organico o umido.. Certo, all’inizio avrò qualche difficoltà visto che vivo in una piccolissima casa insieme a mia sorella ed al mio ragazzo ma sono sicura che col tempo acquisteremo dimestichezza.
Capisco che non sia facile cambiare abitudini, ma non per questo non dobbiamo provarci. E certamente il problema non si risolve se i nostri rappresentanti al governo nazionale regionale e provinciale non si muovono per trovare soluzioni definitive. Prima di tutto un controllo serio sulla gestione dei rifiuti, miliardi che finiscono dritti nelle tasche della criminalità organizzata. Businness facile e meno pericoloso di tanti altri come già nel 1992 aveva detto il boss del Rione Traiano, Nunzio Perrella a Franco Roberti, capo del pool anticamorra della procura di Napoli: “Dotto’, non faccio più droga. No, adesso ho un altro affare. Rende di più e soprattutto si rischia molto meno. Si chiama monnezza, dotto’. Perché per noi la monnezza è oro”.

A voi le conclusioni.

Un’occasione da non perdere!

Quale occasione migliore per incontrare vecchi amici se non un’esposizione fotografica che racconta il pensiero.

Non tutto è “munnezza” nella nostra città.

Ci sono giovani che si impegnano, che si appassionano che vogliono esprimersi. Come Luigi Perconti, alias Dreamer79 ( per gli appassionati di flickr), che espone dal 20 al 30 Maggio 2008, al Mikalsa Via Torremuzza 27, Palermo.

LE IMMAGINI DEL PENSIERO“: quale titolo migliore per questa esposizione.

Un pensiero, il suo, cristallino come il suo sguardo. Questa la prima impressione che ho avuto di lui quando, un pò per caso un pò per comune passione, le nostre fotocamere si sono incrociate .

Attraverso i suoi scatti svela il suo pensiero: d’amore, d’amicizia sincera, di rabbia, di passione.

Quattordici scatti che svelano il suo punto di vista: una finestra che aprendosi lentamente lascia filtrare la luce e rende i volti, le figure ed il pensiero che racchiudono, unici ed immortali.

Congestion charge

Caro Sindaco,
che prendi provvedimenti per ridurre l’inquinamento nella nostra città.
…E che provvedimenti: non incominci , come correttamente si dovrebbe, dalle infrastrutture, dai mezzi pubblici, dai servizi offerti ai tuoi cittadini. Troppo oneroso, forse prima occorre rimpinguare le casse della città, occorre che siano i cittadini a sobbarcarsi le spese. E così seguendo le orme di altre città imponi un costo, tra i più salati d’Italia, a chi magari per lavoro, ogni mattina prende la sua cara automobile per entrare nel centro della “Nostra” città.
Navigando su internet mi sono imbattuta in molti blog che affrontano questo argomento e ne parlano come di un “pizzo autorizzato“: IO MI ASSOCIO!
Questa è una vecchia storia, già sentita…Ne parla pure John Dickie nel suo libro dal titolo ” Cosa Nostra”.
Precisamente mi riferisco al capitolo dedicato al “Sacco di Palermo”, il periodo dei giovani politici rampanti, sono gli anni della rinascita italiana, gli anni ’60, quelli dei Beatles o dei Rolling Stones, gli anni delle “rivoluzioni studentesche”.
Ed ecco il “paradosso” come dice Dickie:<< quanto più è severa la regola, tanto più elevato è il prezzo che il politico è in grado di esigere per trovare il modo di aggirarla>>.
Stai forse seguendo le orme dei tuoi predecessori?
L’applicazione di un costo per entrare in città non farà diminuire l’inquinamento.
A pagarne le spese è il caro povero, onesto (forse tu pensi sia stupido) cittadino che è sempre in regola con i pagamenti che oggi non ci rimette solo di “sacchetta” come si dice nella nostra città ma anche di tempo, stress e salute. File interminabili, liste che si compilano anche nei giorni di chiusura dei negozi e si lasciano attaccate alla saracinesca così che quando il negozio aprirà siamo già scritti… Nr 133 questo è stato il mio, quando inconsapevole di trovare tanta calca, appena tornata dall’Irlanda ho saputo di questo provvedimento, quindi alle 16:00 del pomeriggio di lunedì mi sono recata al negozio di telefonia vicino casa sicura di aver subito potuto ritirare la mia fantomatica scheda celeste. Un caldo infernale tanto per cominciare, il negozio chiuso ancora, troppo comodo per questo stupido cittadino trovare il negozio aperto in orario, aperto si fa per dire, alle 16:10 una mano esce dalla porta semi aperta e prende il foglio, poi richiude la porta.
Forse la povera commessa teme l’irruzione di quanti attendono sotto il sole cocente.
E quindi inizia a chiamare i primi 10 sulla lista, solo loro possono accedere, i primi 10 fortunati che, lo confesso un pò invidiosa, possono rinfrescare.
Ma cosa siamo, dei pecoroni, carne da macello?
In tre mesi in Irlanda mi sono presto abituata al rispetto che la pubblica amministrazione ha dei propri cittadini e non solo, anche dei turisti o di chi, immigrato in questo paese vuole ritirare il suo PPs number che gli consentirà di lavorare.
Ad aspettare seduti comodamente in attesa del proprio turno centinaia di persone al giono che riceveranno a casa in circa tre giorni il loro numero identificativo.
Noi invece siamo all’età della pietra.
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