Rifiuti, che fare…

Ebbene stamattina ho deciso, al via nel mio piccolo la raccolta differenziata.
Si perchè ieri sera nell’aria c’era qualcosa di strano, una nebbiolina ed una foschia che non capivo.
Sarà la troppa umidità o forse il solito vento africano… No, stamattina ho avuto la risposta: NUOVA NOTTE DI INCENDI A PALERMO, 40 INTERVENTI. Ad incendiare,non per autocombustione, sono loro i cassonetti per l’immondizia e le campane per la raccolta differenziata. La situazione in città è grave, lo dimostrano le foto scattate e pubblicate su “Palermo Come Napoli??!!”
Certo non sarò io con la mia decisione a migliorare il problema dei rifiuti a Palermo ma tutte le grandi guerre sono fatte da piccole battaglie.
Ho cercato, per iniziare, di avere maggiori informazioni su come fare la raccolta differenziata e su internet si trovano molte informazioni utili uno tra tutti WWF Gruppo Attivo Roma XI .

Poi visto che su tutti i siti si demandava ai comuni di appartenenza per maggiori informazioni, ho visitato il sito del Comune di Palermo che oltre a non essere di facile e chiara navigazione non affronta neanche l’argomento nella sua homepage. Ma perchè i siti istituzionali di Palermo sono di così difficile navigazione, vogliamo cercare di rendere questi siti più navigabili?

Proviamo allora con l’Amia, Azienda Municipalizzata Igiene Ambientale di Palermo, e finalmente lo trovo, lo schema con le spiegazioni generali su come fare la raccolta differenziata nella mia città d’adozione. Sapere come si fa è importante, bisogna separare bene altrimenti non serve a nulla.

Quello che mi propongo è iniziare dal piccolo: plastica, vetro e lattine, carta, organico o umido.. Certo, all’inizio avrò qualche difficoltà visto che vivo in una piccolissima casa insieme a mia sorella ed al mio ragazzo ma sono sicura che col tempo acquisteremo dimestichezza.
Capisco che non sia facile cambiare abitudini, ma non per questo non dobbiamo provarci. E certamente il problema non si risolve se i nostri rappresentanti al governo nazionale regionale e provinciale non si muovono per trovare soluzioni definitive. Prima di tutto un controllo serio sulla gestione dei rifiuti, miliardi che finiscono dritti nelle tasche della criminalità organizzata. Businness facile e meno pericoloso di tanti altri come già nel 1992 aveva detto il boss del Rione Traiano, Nunzio Perrella a Franco Roberti, capo del pool anticamorra della procura di Napoli: “Dotto’, non faccio più droga. No, adesso ho un altro affare. Rende di più e soprattutto si rischia molto meno. Si chiama monnezza, dotto’. Perché per noi la monnezza è oro”.

A voi le conclusioni.

Ad un passo dal mare…

Tramonto a Marzamemi

Nell’ultimo lembo di terra a sud della Sicilia, si trova la casa dei miei ricordi…
Estati da favola trascorsi in quella casa da dove si vede lo specchio di mare che bagna quella terra.
Era graziosa quella casa, direi forse maestosa ed imponente vista dai miei occhi di bambina.
Ogni anno finita la scuola ci trasferivamo insieme alla mamma, e per più di tre mesi trascorrevamo li le nostre vacanze.
In quel piccolo paese con le strade chiuse al traffico, il piccolo porticciolo, la spiaggia incantevole ho trascorso gli anni più belli prima della mia infanzia e poi della mia adolescenza.
Lì ho lasciato i miei ricordi più belli: i giri in bici con un grandissimo gruppo di amici, i giochi a mare, i gavettoni, le fantastiche spaghettate organizzate nella terrazza di casa o i falò in riva al mare… Anche la mia prima cotta è nata in quei giorni estivi ed in quei luoghi, ricordo ancora quando Nino, mi ha stretto la mano ed il mio cuore ha iniziato a battere tumultuosamente, la mia prima emozione d’amore, forse, a quindici anni; il mio primo bacio, al tramonto, mentre passeggiavamo sulla diga.
Adesso, forse la vita è questa, dopo qualche anno ci sono ritornata in quel paese, non ci sono più gli amici di un tempo e quella casa maestosa è in via di decadenza. Forse è vero che anche le cose hanno un’anima, forse è vero che le case vuote a poco a poco decadono… E la mia, a prima vista, mi è sebrata così: triste, spenta anche se non è umana, aprendo quella porta ho sentito l’angoscia della desolazione.
Polvere, muri sgretolati, oggetti lasciati li come se il ritorno sarebbe stato breve. Ma non è stato così per qualche anno e la casa è rimasta sola, aspettando inutilmente che qualcuno aprisse quella porta…
Sarà forse la mia testardaggine o l’amore che ho per quella casa e così ho deciso di pulirla, di rimetterla a nuovo e cercare di farla rivivere, ho impiegato due giorni a fare le pulizie, gettando quello che ormai non poteva essere rimesso a nuovo ma quando dopo due giorni di fatica ho aperto gli occhi, la casa mi è sembrata più bella, nuova , un gioiellino, sembrava mi stesse ringraziando.
Sarà l’impressione ma davvero le case hanno un’anima!
Ho tante idee per fare in modo che non resti più disabitata, purtroppo non è così facile, anche perchè Marzamemi è abitato solo d’estate, affollato direi. Ma d’inverno sembra quasi richiudersi in se stesso, rimane solo qualche vecchio pescatore con la famiglia e qualche cane randagio che solo cammina in quelle strade desolate e tristi.
Ma d’estate la vita riprende, i turisti affollano le strade, i giovani si ritrovano nei bar della piazza o della Balata ed è di nuovo vita, entusiasmo, gioia e gioventù.
Ci proverò comunque adesso è solo un’idea ma forse il tempo farà in modo che diventi realtà.

Falling Slowly

Ho ricevuto in regalo il cd “Once” proprio ieri e devo dire che ascoltando questa canzone, Sean ed io abbiamo iniziato a ballare trascinati da questa incantevole musica.

Ho visto il film in lingua originale, non so più quante volte…L’ho acquistato a Dublino, insieme ad altri, direi 50 DVD, per allenarmi a casa con l’inglese. A volte, quando ritornavo a casa, sola e magari triste perchè lontana dalla mia famiglia, accendevo tv, collegavo cavi e cavetti e via…Once per iniziare….Un giorno l’ho anche visto cinque volte di seguito.

Credo che stasera costringerò Erika e Sean a guardarlo per l’ennesima volta….ne sento il bisogno.

Poverini capisco quanto è difficile sopportarmi, ma so anche che non potrebbero vivere senza di me, come non potrei io senza di loro.

Sono il mio mondo, e li amo.

Queto post lo dedico a loro che riempiono di gioia La mia vita.

Questione di civiltà.

Era uno dei pochi a non aver subito attacchi incendiari.

Così stamattina mi è balzato agli occhi un titolo Ansa sulla notizia di altri due campi nomadi dati alle fiamme a Napoli, città più che famosa al mondo per non aver saputo sbarazzarsi in maniera “legale” della propria spazzatura. E così per ” ripulire” la città gli “onesti cittadini” danno fuoco ai campi nomadi.

Il discorso fila alla perfezione direi… quando si fa di tutta un’erba un fascio è così…

Queste reazioni più che mai esasperate sono inconsulte ed incivili non devono essere accettate.

Si alle punizioni per chi, italiano o no, commette un reato; ma non è ammissibile la reazione di chi lancia bottiglie molotov o assedia i campi nomadi costringendo chi ci vive alla fuga.

Deve essere ben chiaro un punto: i colpevoli devono pagare secondo la legge.

Un cittadino non può arrogarsi il diritto della giustizia fai da te, a far valere la giustizia ci pensano i tribunali.

Per pochi estremisti, ne pagano le conseguenze altri cittadini onesti e lo stesso Stato italiano, che viene additato dall’opinione pubblica mondiale “nazzista”.

Ed ancora, come si legge in un articolo dell’Unità: il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, parlando prima delle notizie sull’incendio dei campi, aveva definito “facili e a tratti comprensibili” le reazioni della gente al tentato sequestro della bambina di sei mesi, esortando comunque a “non enfatizzare l’intolleranza”. Io non li considererei comprensibili , anche perchè nel nostro paese ci sono i tribunali che devono occuparsi di casi come questo. Infatti si apprende che alla ragazzina nomade, causa di questa burrasca, sia stato convalidato il fermo, con l’accusa di sequestro di persona.

Un’occasione da non perdere!

Quale occasione migliore per incontrare vecchi amici se non un’esposizione fotografica che racconta il pensiero.

Non tutto è “munnezza” nella nostra città.

Ci sono giovani che si impegnano, che si appassionano che vogliono esprimersi. Come Luigi Perconti, alias Dreamer79 ( per gli appassionati di flickr), che espone dal 20 al 30 Maggio 2008, al Mikalsa Via Torremuzza 27, Palermo.

LE IMMAGINI DEL PENSIERO“: quale titolo migliore per questa esposizione.

Un pensiero, il suo, cristallino come il suo sguardo. Questa la prima impressione che ho avuto di lui quando, un pò per caso un pò per comune passione, le nostre fotocamere si sono incrociate .

Attraverso i suoi scatti svela il suo pensiero: d’amore, d’amicizia sincera, di rabbia, di passione.

Quattordici scatti che svelano il suo punto di vista: una finestra che aprendosi lentamente lascia filtrare la luce e rende i volti, le figure ed il pensiero che racchiudono, unici ed immortali.

Madre

Ti vedo ancora,
madre,
china sul tuo lavoro,
col tuo bel volto cianco
ed un mesto sorriso
che inteneriva il cuore

Tivedo in quel cantuccio
trascorrere le ore
cullando nel tuo petto
i sogni dei figlioli,
mentre negli occhi stanchi,
passavano i ricordi.

Oh, memoria cara
di dolce adolescenza!
Con te rivedo
il padre mio che t’amava tanto,
vedo gioire te
all’amoroso canto.
Ora, col desiderio
di rivederti, madre,
più vivo è il tuo ricordo,
più è maroil mio rimpianto.

R.C.L

Congestion charge

Caro Sindaco,
che prendi provvedimenti per ridurre l’inquinamento nella nostra città.
…E che provvedimenti: non incominci , come correttamente si dovrebbe, dalle infrastrutture, dai mezzi pubblici, dai servizi offerti ai tuoi cittadini. Troppo oneroso, forse prima occorre rimpinguare le casse della città, occorre che siano i cittadini a sobbarcarsi le spese. E così seguendo le orme di altre città imponi un costo, tra i più salati d’Italia, a chi magari per lavoro, ogni mattina prende la sua cara automobile per entrare nel centro della “Nostra” città.
Navigando su internet mi sono imbattuta in molti blog che affrontano questo argomento e ne parlano come di un “pizzo autorizzato“: IO MI ASSOCIO!
Questa è una vecchia storia, già sentita…Ne parla pure John Dickie nel suo libro dal titolo ” Cosa Nostra”.
Precisamente mi riferisco al capitolo dedicato al “Sacco di Palermo”, il periodo dei giovani politici rampanti, sono gli anni della rinascita italiana, gli anni ’60, quelli dei Beatles o dei Rolling Stones, gli anni delle “rivoluzioni studentesche”.
Ed ecco il “paradosso” come dice Dickie:<< quanto più è severa la regola, tanto più elevato è il prezzo che il politico è in grado di esigere per trovare il modo di aggirarla>>.
Stai forse seguendo le orme dei tuoi predecessori?
L’applicazione di un costo per entrare in città non farà diminuire l’inquinamento.
A pagarne le spese è il caro povero, onesto (forse tu pensi sia stupido) cittadino che è sempre in regola con i pagamenti che oggi non ci rimette solo di “sacchetta” come si dice nella nostra città ma anche di tempo, stress e salute. File interminabili, liste che si compilano anche nei giorni di chiusura dei negozi e si lasciano attaccate alla saracinesca così che quando il negozio aprirà siamo già scritti… Nr 133 questo è stato il mio, quando inconsapevole di trovare tanta calca, appena tornata dall’Irlanda ho saputo di questo provvedimento, quindi alle 16:00 del pomeriggio di lunedì mi sono recata al negozio di telefonia vicino casa sicura di aver subito potuto ritirare la mia fantomatica scheda celeste. Un caldo infernale tanto per cominciare, il negozio chiuso ancora, troppo comodo per questo stupido cittadino trovare il negozio aperto in orario, aperto si fa per dire, alle 16:10 una mano esce dalla porta semi aperta e prende il foglio, poi richiude la porta.
Forse la povera commessa teme l’irruzione di quanti attendono sotto il sole cocente.
E quindi inizia a chiamare i primi 10 sulla lista, solo loro possono accedere, i primi 10 fortunati che, lo confesso un pò invidiosa, possono rinfrescare.
Ma cosa siamo, dei pecoroni, carne da macello?
In tre mesi in Irlanda mi sono presto abituata al rispetto che la pubblica amministrazione ha dei propri cittadini e non solo, anche dei turisti o di chi, immigrato in questo paese vuole ritirare il suo PPs number che gli consentirà di lavorare.
Ad aspettare seduti comodamente in attesa del proprio turno centinaia di persone al giono che riceveranno a casa in circa tre giorni il loro numero identificativo.
Noi invece siamo all’età della pietra.
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